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L’altra faccia della medaglia

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mascotte Milano-Cortina

Si sa, la retorica delle “Migliori Olimpiadi Invernali di sempre” è sempre dietro l’angolo e nei fatti inizia ancora prima che le stesse facciano scorrere i titoli di coda, a maggior ragione per un comitato organizzatore allineato a un governo come il nostro in perenne ricerca di effetti speciali, non tanto per una questione di legittimazione, quanto per “deformazione” socio-politica portata automaticamente alla perenne mistificazione.

Eppure, questa volta a dare manforte a questa visione spassionatamente ottimista, sarebbe bastato far parlare da sé i risultati che confermano come alle nostre latitudini questa rappresenti la migliore performance di sempre negli sport invernali. A maggior ragione se si pensa alla situazione quasi tragica di soltanto quattro edizioni fa, Vancouver 2010, ci si può rendere conto del miracolo realizzato dal punto di vista agonistico, con l’augurio che in un futuro non ancora ben identificato, tali risultati possano incidere anche sull’accessibilità e la diffusione di molti di questi sport che solitamente vengono tenuti in naftalina per tre anni e undici mesi, fino alle Olimpiadi successive.

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Scritto da Super User
Categoria: Editoriale
Pubblicato: 26 Febbraio 2026

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Storie di calcio e tifosi: viaggio nella Buenos Aires del pallone

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  • Calcio

sciarpe calcio

Da sempre, quando parli del calcio argentino e di cosa rappresenta questo sport per il popolo del grande paese sud-americano, non riesci a trovare una definizione chiara e completa. Il mondo del pallone a quelle latitudini non è concepito come un semplice passatempo ma come una vera e propria religione social-popolare che viene descritta perfettamente da Osvaldo Bayer, nel suo libro intitolato Futbol. Una storia sociale del calcio argentino.

In Argentina, questa forte passione per il mondo del pallone, viene messa in risalto in una città in particolare: Buenos Aires. Per le strade e i vicoli della capitale del paese, che molti non esistano a definire una delle megalopoli di quel continente visto che è abitata da 15 milioni di abitanti in totale (un terzo della popolazione complessiva), giocano ben 21 squadre professioniste nelle prime cinque divisioni del campionato calcistico nazionale.

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Categoria: Editoriale
Pubblicato: 07 Settembre 2025

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Ultras in doppiopetto: dalla curva alla tribuna… politica

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  • Calcio

karol nawrocki

Che il calcio e la politica siano molto meno separati di quanto si pensi è ormai uno dei topoi narrativi di questo sito, declinato un po’ in tutte le salse ma privilegiando sempre una sorta di “orizzontalità” del fenomeno.

Dai gruppi ultras che prediligono un’azione dal basso – sia essa di mutualismo, come nella stragrande maggioranza dei casi che abbiamo affrontato, o di vera e propria costituzione di brigate militari contro eserciti nemici come il caso dell’Ucraina o quello dei paesi dell’Ex Jugoslavia – fino ai magnati che hanno usato una squadra di calcio come trampolino per le proprie ambizioni: Berlusconi col Milan è stato il capostipite, ma ha avuto diversi epigoni come ad esempio l’ex presidente argentino Claudio Macrì e il Boca Juniors, ma questi sono solo due esempi nel mucchio, perché le commistioni tra calcio e politica sono innumerevoli.

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Categoria: Editoriale
Pubblicato: 01 Settembre 2025

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C’è chi dice no… e si può e si deve fare!

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  • Basket
  • Sport da combattimento

Irlanda vs Israle basket

Mentre il mondo del calcio assiste all’ennesima pantomima in cui il Paris Saint Germain fresco campione d’Europa subisce una multa, non per come abbia contribuito a drogare il mercato dei calciatori – a dimostrare la pressoché totale arbitrarietà e inutilità del Fair Play finanziario – ma per uno striscione della propria tifoseria che ha preso posizione in maniera chiara ed esplicita contro il genocidio che si sta perpetrando nella più totale passività della comunità internazionale, da altri sport arrivano segnali di segno opposto.

Lo scorso 24 luglio sono stati sorteggiati i gironi di qualificazione per gli Europei femminili di basket del 2027 e il gruppo A prevedeva la presenza di Lussemburgo, Bosnia Erzegovina, Israele e Irlanda. Proprio in seno a quest’ultima nazionale, che il 18 novembre dovrebbe essere ospite di quella israeliana, si è aperto un dibattito sull’opportunità o meno sull’opportunità di scendere in campo contro la selezione di uno Stato che sta portando avanti un massacro indiscriminato: la Federazione cestistica irlandese si è dichiarata allarmata per quanto sta avvenendo a Gaza e dichiara di aspettare dei chiarimenti in merito dalla FIBA; la Federazione internazionale di pallacanestro, dopo che già nel precedente match del Febbraio 2024 le giocatrici irlandesi hanno rifiutato di stringere la mano a quelle israeliane, suscitando un intenso dibattito con prese di posizione di ogni genere. Anche adesso, mentre c’è chi ripete a menadito quasi a porre un freno le sanzioni previste in caso di boicottaggio del match (80.000 di multa per il primo episodio, 100.000 per il secondo oltre che l’esclusione dalla competizione), c’è invece chi si è schierato a favore di un’eventuale presa di posizione drastica come il deputato laburista e portavoce sportivo Rob O’Donoghue che ha chiesto al governo e al Dipartimento dello Sport di sostenere l’eventuale boicottaggio e di coprire i costi della multa, dando voce a quel sentimento di empatia se non proprio fratellanza che accomuna l’Irlanda e la Palestina.

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Scritto da Super User
Categoria: Editoriale
Pubblicato: 17 Agosto 2025

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  1. Il genocidio nel pallone
  2. Il ruolo delle MMA nella campagna presidenziale di Donald Trump
  3. Aspettando Italia-Israele: le ragioni del boicottaggio
  4. La battaglia di Parigi: l’uso politico delle Olimpiadi
  5. L'ultima magia di mister Ranieri
  6. Uno stadio all'avanguardia: protocolli contro la violenza di genere nei Paesi Baschi

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